“Cinebox”: “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi

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Titolo: Fuocoammare

Regia: Gianfranco Rosi

Genere: Documentario

Nazione: Italia, Francia

Anno: 2016

Durata: 108 min.

Formato: colore

Sceneggiatura: Gianfranco Rosi

Produzione: Gianfranco Rosi, Paolo Del Brocco e Donatella Palermo

RECENSIONE: Attraverso i giovani occhi del dodicenne Samuele Pucillo, Gianfranco Rosi firma un’opera distaccata sulla tragedia quotidiana che coinvolge le acque del Mediterraneo e in particolare l’isola di Lampedusa. Scelto – tra velate polemiche – come rappresentante italiano nella corsa all’Oscar per il miglior film straniero, Fuocoammare documenta con buona efficacia la difficoltà vissuta ogni giorno dagli abitanti del territorio lampedusano in relazione al dramma dei migranti che ogni giorno sbarcano, a migliaia, sulle coste siciliane alla ricerca di una speranza per il proprio futuro. Il pregio evidente del film di Rosi risiede nella mancanza (quasi) totale di retorica e di facili pietismi, che potrebbero verificarsi quando si sceglie di affrontare un argomento così drammatico e attuale. Dopo il sopravvalutato Sacro GRA, Rosi ci offre un’opera formalmente elegante ed estremamente commovente. Fuocoammare fatica, in diversi momenti, a trovare fluidità nel passaggio tra i diversi piani narrativi ma ci racconta con delicatezza e attraverso un punto di vista insolito e quanto più possibile genuino la complessa realtà odierna di Lampedusa. Vincitore dell’Orso d’Oro al 66° Festival di Berlino.

VOTO: 3/5

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a cura di Davide Sica

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Davide Sica