ARCHIVIO – Il corso “Capire la storia del cinema” torna alle origini:
con il critico Dario Stefanoni una lezione su Murnau

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LECCO – Da alcuni considerato uno dei maggiori esponenti dell’Espressionismo tedesco degli anni Venti. Da altri del Kammerspielfilm. Per André Bazin esempio di cinema realistico al tempo del muto. Sicuramente, comunque, uno dei massimi registi della storia della settima arte, questo benché ampia parte della sua produzione sia andata perduta. Si abbandona per una settimana il focus che il corso Capire la storia del cinema dedica alla commedia italiana per tornare, questa volta, alle origini: in programma per mercoledì 27 febbraio (alle 21, al centro polifunzionale di via Dell’Eremo, a Lecco), la prossima lezione del corso promosso dall’associazione Dinamo Culturale ha per protagonista, infatti, Friedrich Wilhelm Murnau, di cui parlerà il critico e curatore cinematografico Dario Stefanoni.

Un appuntamento, questo, che vedrà l’autore di saggi e articoli per siti quali FilmTv, Spietati, Nocturno, Filmidee, Positif Cinema e Ctrl Magazine approfondire una figura centrale per la storia del cinema europeo anni Venti: un regista eclettico e sperimentatore, «fortemente attratto – come si legge nell’enciclopedia Treccani – dal dramma del Singolo, che spesso situa in una polemica romantica contro la disumanizzazione indotta dal sistema capitalistico». Una produzione, quella di Murnau, che ha incluso film di generi diversissimi, dall’espressionismo horror del celebre Nosferatu al realismo di L’ultima risata, dal melodramma Aurora alla commedia, sino alle riduzioni da opere letterarie come il Faust.

Ingresso libero.

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