ARCHIVIO – “Lungo i bordi” con Capire la storia del Cinema
Mercoledì le commistioni e le sperimentazioni di Paolo Gioli

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LECCO – Lungo i bordi, oltre i confini del cinema: il modulo che il corso Capire la storia del cinema dedica proprio alle commistione tra settima arte e forme espressive diverse propone un nuovo appuntamento. Dopo aver approfondito il legame con le serie tv e con le gif, mercoledì 30 marzo tocca alla figura di Paolo Gioli, regista sperimentale, pittore e fotografo, autore di un cinema che è senza macchina da presa. Una tecnica, la sua, che prevede particolari processi di impressione sulla pellicola e di cui nel corso della serata lecchese (dalle 21, presso il centro polifunzionale di via dell’Eremo, a Lecco) parlerà l’esperto di storia e linguaggio della fotografia Gianni Cattaneo.

gioliUn’occasione, quindi, per conoscere meglio un artista le cui opere sono state esposte in sedi pubbliche e private in Italia, Europa, America e sono presenti in prestigiosi musei come il Centro Pompidou, l’Art Instritute of Chicago e il MoMA di New York e i cui film sono stati presentati all’interno di importanti festival nazionali e internazionali, dal New York Film Festival al Toronto Film Festival. Uno sperimentatore, Gioli, che sviluppa da sé i suoi film, utilizza la cinecamera come un laboratorio, proprio sulla scia dei Lumière, e ama creare commistioni, esattamente come vuole il modulo del corso, tra campi diversi come la fotografia, la pittura e, come detto, il cinema.

Un’arte, quest’ultima, che in realtà poco sembrava interessare l’artista veneto, almeno all’inizio: «il cinema – così afferma – non mi interessava, ne guardavo e ne ho guardato molto ma non lo prendevo in considerazione. Mi piaceva il cinema sovietico, tutta l’avanguardia storica. Mi ricordo le presentazioni dei film di Richter, alla galleria del Cavallino di Venezia. Ho visto questi rettangoli che si muovevano sullo schermo, questa pittura… lui era un pittore. Mi sono detto: allora posso farlo anch’io. Si possono trasferire forme nel cinema, non è un tradimento, si può contaminare tutto. Allora si può fare pittura, fare cinema e magari mettere insieme le due cose. Questa cosa mi ha dato coraggio. Grazie alle avanguardie ho capito che si poteva essere liberi di fare qualsiasi cosa».

L’ingresso è libero. Per info: capirelastoriadelcinema@gmail.com

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