ARCHIVIO – Parte “Lecco CineInCittà”, omaggio al territorio e ai film-maker lecchesi. Venerdì e sabato le prime due serate: ecco i titoli in cartellone

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LECCO – Ci saranno le montagne, che con le loro cime fanno spesso da sfondo alle pellicole realizzate, ma anche la vita di una donna che con determinazione ha sfidato i pregiudizi del suo tempo. E poi ancora il racconto di un raduno – quello di Wikipedia – che circa un anno fa ha portato il mondo a Esino Lario. Temi diversi ma che si intrecciano in un unico, grande, progetto: promuovere il territorio attraverso prodotti audiovisivi e far conoscere alla città i film-maker lecchesi. Si tratta, ve lo abbiamo già raccontato, di Lecco CineInCittà, la rassegna cinematografica promossa da Lecco Film Commission e dalla giovane associazione Spettacolaree e che nelle serate di venerdì 16 e sabato 17 prende ufficialmente il via. Due date ravvicinate, quindi, per una kermesse che proseguirà sino al 13 aprile 2018 e che, di mese in mese, ha in serbo altri tre appuntamenti. A fare da location per l’iniziativa sarà, quest’anno, lo Spazio Teatro Invito di via Ugo Foscolo, a Lecco.

le allettanti promesseMa veniamo al weekend di apertura: si parte, come anticipato, venerdì 16 febbraio, serata in cui potremo assistere alla proiezione di Le allettanti promesse di Chiara Campara e Lorenzo Faggi e di Con le spalle nel vuoto – Vita di Mary Varale, realizzato a quattro mani dai lecchesi Sabrina Bonaiti e Marco Ongania. Si parte alle 21 con il lavoro firmato da Chiara Campara e Lorenzo Faggi e girato in occasione del raduno mondiale di Wikipedia a Esino Lario. Un docu-film della durata di 68 minuti e che parte dai preparativi precedenti all’evento, passa per il coinvolgimento degli abitanti e racconta «la tranquilla indifferenza – come si legge nella presentazione del progetto – di una quotidianità che ancora fa i conti coi ritmi della montagna». Un racconto corale, quindi, che narra un microcosmo in trasformazione, diviso tra tradizione e modernità, tra chiusura e accoglienza, centro e periferia.

con-le-spalle-nel-vuoto-vita-di-mary-varale-3E sempre venerdì sarà la volta anche del mediometraggio Con le spalle nel vuoto – Vita di Mary Varale, girato dai lecchesi Sabrina Bonaiti e Marco Ongania. La storia raccontata, qui, è quella di una donna che dal 1925 al 1935 ha dato ascolto al richiamo irresistibile del viaggio e dell’esplorazione e che, sfidando i pregiudizi della sua epoca, ha scalato oltre 200 cime. «Mary Varale (1895-1963) ha trovato – così nella presentazione del mediometraggio – il suo modo personale di stare al mondo e lo ha difeso con tutte le sue forze. In un’Italia oppressa dal fascismo e dal conformismo sociale, in un periodo buio in cui l’ideale di donna coincideva con quello di sposa e di madre prolifica, Mary scala dal 1924 al 1935 ben 217 cime, in cordata o in solitaria, quasi tutte in prima femminile».

sentire il mio passoE la rassegna continua, come detto, anche sabato 17 febbraio, serata in cui a partire dalle 21 si susseguiranno tre diversi progetti. In programma, innanzitutto, Sentire il mio passo sul sentiero di Carlo Prevosti e Jacopo Santambrogi, documentario di quasi un’ora che racconta quattro storie di persone che hanno lasciato la città per vivere in montagna (tra di loro anche una ragazzi del rione di Laorca). E sempre in tema di montagna si rimane con Perdutamente Cerro Torre, da Cesare Maestri a Casimiro Ferrari, film diretto da Paola Nessi e a cura di Alessandro Masciadri. Il progetto, qui, è una raccolta di testimonianze su una delle montagne più affascinanti e insieme controverse: il Cerro Torre. In 45 minuti, il docufilm rimette in ordine i tasselli di una vicenda divenuta leggenda, dal tragico tentativo di Cesare Maestrie, Toni Egger fino all’impresa di Casimiro Ferrari. A chiudere la seconda serata di Lecco CineInCittà sarà, infine, Rispetto e umanità di Antonio Losa, documentario realizzato per il 25° anno di attività della Cooperativa Il Ponte e che ne mette in luce il lavoro. Un progetto che intende mostrare «la realtà socio-sanitaria – come si legge nella presentazione – che molte volte rimane un lato sconosciuto della vita umana. Moltissime persone lavorano in queste realtà, il loro lavoro va oltre la giornata lavorativa: ci mettono il cuore».

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