ARCHIVIO – Una selezione di pellicole dai maggiori festival internazionali: a Lecco torna “CineMinimo”, la rassegna firmata da Dinamo Culturale. I primi 9 titoli

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LECCO – Una selezione di pellicole presentate ai più importanti festival internazionali, «opere invisibili o poco viste –  come affermano gli organizzatori – di ogni genere e provenienza». Con il mese di ottobre si apre una nuova stagione di CineMinimo, la rassegna cinematografica organizzata dall’associazione Dinamo Culturale e in programma allo Spazio Teatro Invito di Lecco.

Nove i titoli che si susseguiranno in questa prima fase della kermesse: una carrellata di appuntamenti, per andare alla scoperta di opere di qualità non sempre conosciute, poco mainstream e destinate a chi voglia conoscere e approfondire quanto di meglio offra la cinematografia contemporanea. Un tuffo nei maggiori festival del mondo, quindi, guidati per mano da un’associazione che sul territorio si è distinta per la sua competenza in tema di settima arte.

Primo film in cartellone quello fissato per martedì 1 ottobre: si tratta di L’ultima ora di Sébastien Marnier, tratto dal romanzo omonimo di Christophe Dufossé. In una scuola superiore, un professore si getta dalla finestra sotto gli occhi atterriti degli studenti. Il supplente chiamato a sostituirlo, Pierre, nota da subito qualcosa di strano nella classe: un gruppo di sei alunni ha un atteggiamento ostile verso chiunque e sembra stia preparando un piano misterioso. Pierre inizia a esserne ossessionato.

Il martedì successivo, l’8 ottobre, è la volta di Selfie di Agostino Ferrente, documentario presentato nella sezione Panorama della Berlinale 2019 e in cui Alessandro e Pietro, sedicenni, si auto-riprendono con lo smartphone del regista per raccontare il proprio quotidiano. L’amicizia, il quartiere di Napoli dove vivono, la tragedia del loro coetaneo Davide, ucciso dai carabinieri dopo averlo scambiato per un latitante: tutto scorre, in una produzione in cui i due giovani interpretano loro stessi, sempre guardandosi nel display del cellulare.

Il 15 ottobre è in cartellone I figli del fiume giallo di Jia Zhang-ke, film in concorso al Festival di Cannes 2018 e che narra di Qiao, innamorata di Bin, un gangster locale. Nel corso di una rissa tra bande rivali, Qiao apre il fuoco per difenderlo, gesto che le costerà cinque anni di carcere. Rilasciata, si metterà sulle tracce di Bin per riallacciare i rapporti con lui.

Si passa a Un valzer tra gli scaffali di Thomas Stuber il 22 ottobre. Premio della Giuria ecumenica alla Berlinale 2018, il film ha per protagonista Christian, alle prese con il primo giorno di lavoro in un grande supermercato alla periferia di una cittadina della Germania dell’Est. Timido e riservato, Christian si innamora di Marion, responsabile del reparto dolciumi. Sfuggente e misteriosa, Marion non è insensibile ai modi garbati del timido corteggiatore, ma è sposata, per di più con un uomo che la maltratta.

Martedì 29 ottobre l’appuntamento è con Il venerabile W. di Barbet Schroeder, proiezione speciale al Festival di Cannes 2017. Si tratta di un documentario che conduce in Birmania, dove il “Venerabile Wirathu” è un influente monaco buddista che, attraverso i suoi scritti e i suoi discorsi, ha fomentato l’odio dei suoi seguaci nei confronti dei musulmani, spingendoli alla lotta armata.

La caduta dell’impero americano di Denys Arcand è in programma, invece, per il 5 di novembre. Dopo Il declino dell’impero americano e Le invasioni barbariche, il Premio Oscar Arcand chiude la sua trilogia satirica sull’Occidente: Pierre-Paul ha 36 anni, un dottorato in filosofia ma lavora come fattorino. Un giorno si ritrova sulla scena di una rapina finita male, che lascia sull’asfalto due morti e altrettanti borsoni pieni di soldi. In dubbio per una frazione di secondo, Pierre-Paul caricherà il malloppo e darà il via ai guai.

Martedì 12 novembre si passa a Takara – La notte che ho nuotato di Damien Manivel e Kohei Igarashi. Siamo tra le montagne innevate del Giappone e quotidianamente un pescatore si reca al mercato del pesce del suo paese. Una notte, il suo figlioletto Takara viene svegliato dai suoi rumori e non riuscendo a dormire fa un disegno per quel papà che vede così poco. La mattina, ancora assonnato, perde la strada per la scuola: un’occasione per vivere una piccola avventura, e forse per consegnare quel disegno.

Ma a CineMinimo c’è spazio anche per la versione restaurata di un’opera del grande Jean Renoir: in programma per il 19 novembre, infatti, la proiezione di La carrozza d’oro, film del ’52 diretto dal maestro francese e ambientato nel Perù del XVIII secolo. Una compagnia di attori italiani della commedia dell’arte sbarca in una colonia spagnola in Sudamerica. L’interprete di Colombina, Camilla, fa perdere la testa a un italiano, al torero Ramon e al viceré della colonia, che preso dalla passione regala all’attrice una carrozza d’oro che dovrebbe, secondo tutti i potenti del luogo, essere il simbolo ufficiale della regalità spagnola.

Infine, ultimo titolo di questa prima parte della rassegna, Bangla di Phaim Bhuiyan, fissato per il 26 novembre. Miglior commedia ai Nastri d’argento 2019, il film racconta di Phaim, giovane musulmano di origini bengalesi nato in Italia. Vive a Torpignattara, Roma, lavora come steward in un museo e suona in un gruppo. Ed è proprio a un concerto che incontra Asia, il suo esatto opposto: istinto puro, nessuna regola. Tra i due scatta subito l’attrazione e Phaim dovrà capire come conciliare l’amore per la ragazza con la sua religione.

INFORMAZIONI – Tutte le proiezioni si terranno alle 21. Biglietti: ingresso singolo 5 euro, ridotto 4. Abbonamento per quattro proiezioni a scelta 15 euro; abbonamento bimestrale 30 euro. Per info: dinamoculturale@autistici.org

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