ARCHIVIO – Allo Spazio Teatro Invito di Lecco va in scena “Zingari Lager”,
spettacolo per la memoria del genocidio di sinti e rom

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LECCO – Il Porrajmos – il genocidio di sinti e rom – al centro di uno spettacolo che, attingendo dalle testimonianze e unendole alla musica zingara, ripercorre una pagina ancora troppo poco conosciuta della storia del Novecento. In occasione del Giorno della Memoria, il Comune di Lecco e lo Spazio Teatro Invito propongono Zingari Lager, una produzione Teatro Bertolt Brecht che porta in scena la tragedia di quei 500 mila rom e sinti sterminati durante la seconda guerra mondiale. Un dramma iniziato ben prima – con la segregazione comune a molti paesi europei – e conclusosi nelle camere a gas naziste.

In programma nella sala di via Ugo Foscolo per venerdì 24 gennaio alle 20.45, lo spettacolo nasce dall’incontro tra il collettivo teatrale Bertolt Brecht, che vede in scena e alla regia Maurizio Stammati, e un gruppo di musicisti composto da Marian Serban, Petrika Namol, Mitika Namol. Al centro del racconto la vicenda del grande Manush, un saggio buffone in grado di rispondere a tutte le domande del mondo e obbligato a montare il tendone del suo circo nell’orrore di Auschwitz. Da qui, parte un viaggio nella musica e nella cultura rom, «alla riscoperta – come si legge nella presentazione della pièce – della magia degli spettacoli di un tempo, tra gioia di vivere e la difficoltà di confrontarsi con il pregiudizio, ma anche del Porrajmos, l’Olocausto zingaro, una delle pagine meno conosciute della nostra storia recente».

Una presa di coscienza recente: trattato brevemente sui libri di storia, è solo negli ultimi anni che grazie alla creazione di un sito dedicato (www.porrajimos.it) si è potuto costruire un archivio di documenti e testimonianze filmate, capaci di raccontare l’orrore delle deportazioni e la partecipazione dell’Italia allo sterminio zingaro. Una vicenda alla quale Zingari Lager vuole dare voce, «una fantasia teatrale – come la definiscono dalla compagnia – che, nei limiti del possibile, cerca toni lievi e l’allegria della musica zingara e attinge alle testimonianze reinventandole in chiave fantastica».

Uno spettacolo, infine, largamente dedicato al tema circense, realtà nella quale gli zingari hanno spesso dato forma alla propria arte e a una visione del mondo libera, viaggiatrice, distante da concetti quali confine o limite.

INFORMAZIONI – L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

 

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