La Traviata di Riondino e Vergassola. Quando i comici rileggono i classici

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LECCO – Tutto esaurito, divertimento, risate e applausi per Dario Vergassola e David Riondino, di nuovo sul palcoscenico del Teatro della Società di Lecco con il loro spettacolo La Traviata delle Camelie – Marguerite e Violetta: donne sull’orlo di una crisi respiratoria. La collaudata coppia ha infatti ancora una volta convinto il pubblico, conducendolo nella Parigi ottocentesca di Dumas e della Signora delle Camelie con la consolidata modalità espressiva che i due attori portano avanti ormai da diversi anni. Dopo I Promessi Sposi, Don Chisciotte e Madame Bovary, giovedì sera è stata quindi la volta del classico di Dumas e, di conseguenza, dell’opera di Giuseppe Verdi La Traviata, tratta appunto da La Signora delle Camelie.

Su di un palcoscenico completamente privo di scenografia, Riondino è quindi apparso ancora nei panni del divulgatore/maestro che, alternando il racconto alla lettura di passi del romanzo, è riuscito a coinvolgere il pubblico e a renderlo partecipe del tormentato amore tra Armand/Alfredo e Marguerite/Violetta. A Vergassola, invece, come sempre la parte dell’alunno dell’ultima fila, impertinente e dispettoso. Seduto in un piccolo banco, posizionato accanto al leggio del fine narratore Riondino, ha infatti ripetutamente interrotto quest’ultimo con una serie di battute dissacranti, anche nei momenti più tragici della vicenda.

vergassolaNovità per i due comici, rispetto agli spettacoli precedenti, la presenza sul palco dell’International Chambers Players, un ensemble di musica da camera composto da un soprano (Beibei Li), un violoncello (Riviera Lazeri), un clarinetto (Fabio Battistelli) e un violino (Augusto Vismara). Questo nel tentativo, annunciato esplicitamente dal titolo dello spettacolo, di legare il romanzo all’opera verdiana, della quale sono state riproposte alcune delle più famose arie. Di notevole impatto a riguardo le fugaci apparizioni della soprano cinese Beibei Li. Performance, queste, che ben si inserivano nello svolgersi del racconto, sovrapponendo in maniera sicuramente riuscita romanzo e opera. Una sovrapposizione, questa, accentuata anche grazie al continuo mescolarsi dei nomi di alcuni personaggi: è il caso di Armand (personaggio della Signora delle Camelie), a volte chiamato da Riondino Alfredo (personaggio della Traviata).

Numerosi, poi, i momenti da ricordare, a cominciare della motivazione fornita da Riondino del perché lui e Vergassola parlino sempre di classici a teatro. Un’idea del governo Renzi e del ministro Franceschini, questa l’ironica spiegazione, avuta per elevare la cultura di comici televisivi come Vergassola, rei di abbassare il livello culturale medio nazionale. Ai comici, quindi, il compito di approfondire, sempre secondo l’attore, un testo classico e di dimostrare di averne compreso le tematiche principali a un “ispettore governativo” d’eccezione, inviato in ogni teatro e nascosto tra il pubblico: Alessandro Baricco.

riondino vergassolaTra le scene più riuscite, inoltre, quella dedicata all’incontro tra Armand e suo padre: nella parte del padre provinciale si è calato, quindi, un improbabile Vergassola alle prese con un fagiano, chiaro simbolo, per i due attori, della provincia francese. Il comico spezzino, tormentato dallo spettro di Baricco in sala, ha poi più volte inserito alcuni classici del suo repertorio nelle maglie aperte dal racconto di Riondino, dalla riproposizione satirica di titoli di giornale all’accostamento di episodi del romanzo all’attualità politica, come il paragone tra le feste di Parigi, nelle quali presenziavano giovani di facili costumi, con le cene di Arcore.

Un romanzo, La Signora delle Camelie, che ben si è prestato al format creato da Riondino e Vergassola. L’opera di Dumas, con il suo concentrato di amore, gelosia, senso del peccato, punizione, pentimento e morte, ha fornito interessanti spunti all’attualizzazione e alle digressioni dissacranti e divertenti. Uno spettacolo che, comunque, non ha mai perso di vista la grandezza del testo di Dumas e la tragedia dei suoi protagonisti. Un modo divertente e intelligente per riscoprire i grandi classici della letteratura.

Insomma, il format creato da Vergassola e Riondino continua, per ora, a funzionare.

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L'autore di questo articolo

Daniele Frisco

È il flâneur numero uno, ideatore e cofondatore del giornale. Seduto ai tavolini di un qualche bar parigino, lo immaginiamo immerso nei suoi amati libri, che colleziona senza sosta e che non sa più dove mettere. Appassionato di Storia e, in particolare, di Storia culturale, è un inarrestabile studente (!): tutto è per lui materia da conoscere e approfondire. Laurea? Quale se non Storia del mondo contemporaneo?! Tesi? Un malloppo sul multiculturalismo di Sarajevo nella letteratura, che gli è valso la lode. Travolto da un vortice di lavori – giornalista, insegnante di Storia, consulente storico e istruttore del Basket Lecco – tra una corsa di qua e una di là ama perdersi nel folk-rock americano, nei film di Martin Scorsese e di Woody Allen, nella letteratura mitteleuropea e, da perfetto flâneur, nelle strade della cara e vecchia Europa. Per contattarlo: daniele.frisco@ilflaneur.com