ARCHIVIO – L’Europa di oggi come la Germania degli anni 30?
Se lo chiede l’attore e autore Beppe Casales, a Lecco con il suo “Nazieuropa”

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LECCO – È una lettera a una figlia. Una figlia che ancora non c’è, ma che potrebbe nascere in un mondo che oggi come ottant’anni fa è colmo di paura, odio, intolleranza. Una lettera che inquieta, che tesse parallelismi tra l’Europa dei nostri giorni e la Germania degli anni Trenta, che riflette sul ritorno del passato, di un odio “che si prende tutto, non importa cosa, e spazio ne trova”, di diffidenza ma che, forse, è anche un’esortazione a trovare una strada alternativa, ad aprirsi all’altro, a invertire la rotta. Nazieuropa, spettacolo di e con l’attore di teatro popolare e autore Beppe Casales, arriva a Lecco e lo fa per iniziativa del Comitato provinciale di Lecco dell’Arci, di ANPI Provinciale di Lecco e del Comune di Lecco.

Fissato per domenica 5 maggio 2019 alle 20.45, l’appuntamento porterà sul palco dello Spazio Teatro Invito di Lecco l’attore veneto, questa volta alle prese con un monologo che, attraverso parole e immagini, dà forma a un racconto che parla di ieri e di oggi, a una riflessione sulla direzione che sta prendendo il nostro continente, al timore di veder ricompiersi un passato che in tanti credono archiviato e che, sotto forma di nuovi nazionalismi, potrebbe invece tornare. Questa, almeno, la tesi sostenuta nello spettacolo: un’immaginaria lettera, come dicevamo, a una figlia futura, in cui l’attore si fa una domanda che suona inizialmente come una provocazione, che differenza c’è tra la Germania nazista e l’Europa dei nostri giorni? Un punto di partenza per un monologo che dalla Germania degli anni ’30 arriva fino all’Europa dei confini, del nazionalismo e del razzismo diffuso, nel tentativo, come si legge nella presentazione della pièce, di sottrarsi all’indifferenza, di guardare con gli occhi ben aperti e di chiamare le cose con il loro nome. Grazie al racconto di fatti di cronaca ed esperienze dirette, dalle tragedie nel Mediterraneo alle reazioni di chiusura, lo spettacolo esprime la volontà di sottrarsi all’indifferenza, di analizzare i fatti e di identificare chiaramente situazioni.

Uno sguardo a una realtà in cui, come recita lo stesso attore, rabbia e indifferenza, ieri come oggi, sono tennero fertile per violenza e discriminazione: «deleghi la tua vendetta a un commento su internet, alle leggi, alla politica. Il sangue se c’è non lo vedi. Le bastonate le dai sulla tastiera, oppure nella cabina elettorale. Ma sì, fai una croce, poi ci penserà qualcun altro a fare giustizia».

INFORMAZIONI – L’ingresso è libero. Durante la serata sarà possibile fare donazioni a sostegno dell’iniziativa.

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