A fine agosto torna “L’ultima luna d’estate”.
Le anticipazioni sulla 24^ edizione del festival di teatro popolare di ricerca.

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BRIANZA – Da Andrea Pennacchi a Franco Arminio, da Maddalena Crippa a Corrado D’Elia. E ancora Teatro degli Acerbi, i Sotterraneo, Andrea Cosentino e un cartellone che per undici giorni riporta il teatro nelle cascine, nei parchi e nelle ville del Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone. Mentre l’estate è ancora nel suo pieno, iniziamo a guardare alla sua ultima luna con un’anticipazione sulla ventiquattresima edizione dell’ormai longevo festival ideato e organizzato da Teatro Invito in collaborazione con il Consorzio Brianteo Villa Greppi.

L’ultima luna d’estate, quindi: in programma dal 26 agosto al 5 settembre 2021, questa edizione del festival di teatro popolare di ricerca si preannuncia, come di consueto, ricca di appuntamenti e farà tappa, di volta in volta, in alcune delle più suggestive location della Brianza collinare. Un programma che è stato presentato ufficialmente alla stampa la scorsa settimana, che ha come sottotitolo “La poesia è un’eco, che chiede all’ombra di ballare” e che è dedicato al maestro Giuliano Scabia, poeta, drammaturgo, scrittore e sperimentatore totale di un teatro poetico e sognante scomparso a maggio 2021, negli anni più volte ospite del festival.

Le anticipazioni

Franco Arminio

Oltre venti gli appuntamenti in cartellone, a partire dall’apertura affidata, il 26 agosto alle 18.30 nel Monastero della Misericordia di Missaglia, a una conversazione tra il direttore artistico del festival Luca Radaelli e il noto poeta e paesologo Franco Arminio su poesia e provincia. Un viaggio, così ne parlano gli organizzatori, nell’Italia dei piccoli paesi: una riflessione in versi e prosa sulle fragilità del nostro Paese e sulla desolazione contemporanea dei luoghi spopolati, che nessuno riesce più a raccontare. A seguire, alle 21, la Brianza accoglie la sua Maddalena Crippa, in scena con Didone (libro IV) – Eneide un racconto mediterraneo, progetto e regia di Sergio Maifredi, produzione Teatro Pubblico Ligure.

Canzoni e parole con L’altalena e il vino in compagnia del duo lecchese Aiora (Francesca Arrigoni alla voce, Nadir Giori al contrabbasso), invece, venerdì 27 agosto alle 18.30 alla Galbusera Nera di La Valletta Brianza, mentre in serata ci si sposta a Lesmo per Theandric Teatro Nonviolento e La vedova scalza, dall’opera omonima di Salvatore Niffoi: uno spettacolo che accompagna in un percorso catartico in una Barbagia feroce e violenta, quasi un’arcadia in senso rovesciato.

Si parla di arte, in particolare di pittura di paesaggio, la sera di sabato 28 a Cascina Butto:  dopo la conferenza della storica e critica dell’arte Simona Bartolena su Giovanni Segantini, Aria Teatro porta in scena Segantini, testo e regia di Giuseppe Amato, progetto che nasce da un immaginario viaggio del maestro del Divisionismo nei paesaggi interiori della sua anima e in quelli fisici della sua vita, dall’infanzia ad Arco a Milano, fino al trasferimento in Brianza e in Svizzera.

Partenza in mattinata, invece, domenica 29, quando alle 11 a Osnago è in programma lo spettacolo itinerante Voci nel Bosco di Compagni di viaggio, testo e regia di Riccardo Gilli. Guidato da Carlo Cusanno e Marzia Scala, il pubblico seguirà un percorso a tappe dove al fascino della rappresentazione si unirà una piccola escursione nella natura. Alle 18.30, nel Chiostro San Giovanni a La Valletta Brianza, spazio per «la gioiosa ironia e delicata irriverenza di Andrea Cosentino – come affermano dal festival – e del suo Kotekino Riff, esercitazione comica sulla praticabilità della scena, sulla fattibilità dei gesti, sull’abitabilità dei corpi, sulla dicibilità delle storie, coito caotico di sketch interrotti, roulette russa di gag sull’idiozia». Chiusura di giornata, invece, a Villa Greppi di Monticello Brianza, dove dalle 21 sarà la volta della presentazione al pubblico delle compagnie under30 di quest’edizione di Luna Crescente: Chiara Gambino con Nel nome di Maria (storia di una donna che racconta di sé e della sua terra martoriata dalla mafia in un flusso di coscienza ironico e disincatato); Apocalisse Tascabile, scritto da Niccolò Fettarappa Sandri in scena con Lorenzo Guerrieri (in cui Dio compare in un supermercato semideserto della periferia di Roma annunciando la fine del mondo); Il mito della bellezza testo e regia di BR Franchi, riscrittura dissacrante di The Beauty Myth (1990) di Naomi Wolf (sette personaggi, tutti interpretati da Barbara Villa, si alternano in un cabaret tragicomico, da un minotauro nel labirinto a una generale in guerra contro i segni del tempo, passando per la leader del partito Più Maschi Bianchi Etero).

Teatro Invito in scena lunedì 30 alle 21 a Lomagna con L’ora che volge ‘l disio, concerto jazz teatrale ispirato alla Divina Commedia: un percorso originale tra i brani più musicali dell’opera dantesca in una prospettiva inusuale, in un dialogo tra la voce di Luca Radaelli e la capacità compositiva e improvvisativa del jazzista Arrigo Cappelletti. Sempre Teatro Invito protagonista, martedì 31 alle 18.30 (nell’Oasi WWF Galbusera Bianca) della Caccia al tesoro poetico, mentre alle 21 ci si sposta a Carnate per Porcherie, pagine da Taccuino di un vecchio sporcaccione di Charles Bukowski: un reading letterario di e con Luca Occelli (Santibriganti Teatro) che racconta l’universo narrativo dello scrittore americano, cantore degli ultimi e degli invisibili, attraverso la sua opera più celebre.

Shakespearology, Ph. Francesco Niccolai

Ad aprire il mese di settembre saranno, mercoledì 1 alle 18.30 a Cascina Vignola di Osnago, Emanuele Cerra e Antonio Bertoni, insieme in Fame, un monologo da mangiare di Evoè Teatro, viaggio attraverso i sensi che racconta modi e stili del nostro vivere relazionato alla tavola. Alle 21, al Parco Villa Borgia di Usmate Velate, Shakespearology, un’intervista impossibile a William Shakespeare – concept e regia di Sotterraneo, collettivo di ricerca nato a Firenze e vincitore del Premio Ubu – con in scena Woody Neri: un one-man show, catalogo di materiali shakespeariani più o meno pop.

Debutto il 2 settembre alle 21 a Viganò per i giovani di Anomalia Teatro, vincitori della scorsa edizione de La Luna Crescente, qui in scena con Antigone, monologo per donna sola di e con Debora Benincasa e regia di Amedeo Anfuso, mentre venerdì 3 alle 18.30 (e in replica alle ore 20.30 e alle ore 22.30) il cimitero di Sirtori ospita la storica compagnia Teatro degli Acerbi in Dormono…sulle colline, narrazione itinerante di poesia e canti tra le lapidi di un cimitero di campagna ispirata alla celebre Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Appuntamento a Briosco (alle 21, al Parco Baita Alpini), invece, per il Collettivo Teatrale Bertolt Brecht che presenta Pulcinella Mon AmourIncubi, lazzi e sogni di Cetrulo Pulcinella, al centro l’arte difficile del sopravvivere della celebre maschera. E sempre il Collettivo è protagonista – sabato 4 alle 16.30 alla Cascina Bagaggera (La Valletta Brianza) – de I racconti di Fernando di e con Maurizio Stammati, burattini di Carlo De Meo, spettacolo tra teatro di figura e teatro di strada. Alle 18.30 si fa tappa a Bulciago, nell’area del Museo Etnografico, per Casa Shakespeare e Passeggiata con Otello tra prati e boschi, mentre alle 21, a Sirtori, la scena è per Teatro Invito/Ortoteatro con la nuova coproduzione Dove sono le lucciole, viaggio nel mondo poetico di Pasolini.

Andrea Pennacchi, ® Sonia De Boni

Ricchissima, infine, la giornata conclusiva del festival, che dopo l’apertura affidata – alle 16.30 di domenica 5, di nuovo al Monastero della Misericordia di Missaglia – allo spettacolo per famiglie Qua Qua Attaccati là, storia di oche magiche, principesse ribelli e giovani coraggiosi di Ortoteatro, ha in serbo due dei nomi di punta di questa edizione. Innanzitutto, alle 18.30 a Sirone, Corrado D’Elia in Poesia, la Vita, un invito alla bellezza, alla riflessione e al sublime attraverso i più grandi versi della poesia mondiale, mentre alle 21 si chiude a Casatenovo con Andrea Pennacchi, attore padovano divenuto celebre con la sua interpretazione del “Pojana”, e il monologo Mio Padre, Appunti sulla guerra civile, accompagnato dalle musiche originali e dal vivo di Giorgio Gobbo, Graziano Colella e Gianluca Segato. Uno spettacolo, questo, che racconta il viaggio di un figlio alla ricerca del padre e della sua storia di partigiano e prigioniero: un racconto in cui Pennacchi descrive i fatti, mescolando episodi di ridicola goffaggine ad azioni di coraggio epico e mirabilmente “giuste”.

INFORMAZIONI – La prenotazione è obbligatoria (tel. 346.5781822 | segreteria@teatroinvito.it) | BIGLIETTI Spettacoli serali € 13 | Spettacoli per bambini – fuori abbonamento € 5 | ABBONAMENTI Luna piena € 90 | 3 spettacoli a scelta € 27 | 2 spettacoli a scelta € 20 | APERITIVI TEATRALI (fuori abbonamento con prenotazione obbligatoria) – € 15.  Riduzioni: Soci Arci; utenti Acel che portino con sé una bolletta. In caso di pioggia sono previsti luoghi alternativi. Dove non indicato, il recupero avverrà in loco.

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