Una serata di suspense: applausi per “L’inganno” della Compagnia del Lago

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delitto3OLGINATE - Si entra e si prende posto, nella penombra raccolta dell’ex convento di Santa Maria La Vite. E un po’ si rimane sorpresi, nel vedersi di fronte due monache sedute  a un tavolo, che parlano sommessamente e lavorano tranquille all’uncinetto. Siamo in un convento, del resto, e le monache rendono viva la sala e rendono protagonisti noi, ospiti della “Locanda del Pellegrino”, in attesa, nel loro refettorio. È questa l’insolita accoglienza che ci riserva, nella serata di venerdì 27 giugno, la Compagnia del Lago, in scena con lo spettacolo L’inganno.

Tutt’a un tratto, buio. Rumore. Quattro giovani rampolli irrompono nella quiete sacra del luogo, infastiditi dalla tempesta che li ha costretti a interrompere il viaggio alla volta del Castello di Vento, dove l’indomani sarà celebrato il matrimonio di amici. Due coppie privilegiate, Tom e Anita Spencer, Meg e Zacc Taylor, che hanno tutto ciò che si potrebbe desiderare: giovinezza, denaro, potere… Tutto, insomma. O forse no. Perché sin da subito si respira fra loro un’aria tesa: le profferte di amicizia suonano vuote, i sorrisi si trasformano in ringhi, le parole d’amore tra i coniugi sono più simili a pugnalate che a carezze, il non detto regna sovrano e apre immensi spazi all’interpretazione. Dietro ogni parola, dietro ogni gesto, sembra nascondersi qualcosa di ben diverso: gorghi sotterranei che si scatenano sotto la superficie piatta, ingannevole, del mare.

delitto4Questo astio ci confonde, non ce lo sappiamo spiegare. Siamo spaesati, e all’inizio nemmeno ci accorgiamo che Meg, assentatasi un momento, non è ancora tornata. Non ci ricordiamo di lei, presi come siamo dalle telefonate dei due uomini, furente quella di Tom, quasi compiaciuta quella di Zacc. Ci distrae e ci insospettisce il battibecco fra Anita e Zacc, che lascia intuire un legame ben diverso dalla semplice amicizia. La tensione è sempre più tangibile.

Finché tutto esplode. Esplode con l’annuncio del frate sconvolto, che comunica che il corpo senza vita di una giovane donna è stato ritrovato nel bagno del convento. E allora sì, che ce la ricordiamo, Meg: Meg così sicura di sé, arrogante, forse, e così adirata con quel marito che forse la tradisce…

Meg è morta. Assassinata.

Ed ecco che il pacifico convento si trasforma in scena del crimine. Gli interrogatori si susseguono veloci: il detective, glaciale e spietata, non tralascia nulla, non si lascia impietosire da lacrime e disperazione, cerca indizi, prove, collega, riflette, domanda, intuisce, finché…

delitto5Si resta con il fiato sospeso per l’intera durata dello spettacolo, un agile atto unico su drammaturgia inedita di Elisabetta Molteni, dal ritmo vorticoso. E nemmeno il finale dà sollievo, perché su tutto prevale l’amarezza. Il sottofondo ritmico delle percussioni non lascia tregua con i suoi crescendo che accompagnano i momenti fondamentali delle indagini: è un suono insistente, minaccioso, a suggerire l’idea di un destino inesorabile che si compie e di un fatto di sangue da cui non ci si può redimere.

Chi già conosceva questa dinamica compagnia, la Compagnia del Lago, ha avuto modo di apprezzarne la crescita: una recitazione sicura, la scenografia e i costumi brillantemente adattati alla location, un ritmo drammaturgico serrato e coinvolgente, bene sostenuto dall’interpretazione. Tanti applausi per Elisabetta Molteni, ferreo detective determinato a scoprire la verità, per Stefania Valsecchi, un’Anita Spencer che ci regala momenti di grande intensità, per Greta Trentin, convincente nella parte della ricca e arrogante Meg, e ancora per Francesco Ascolese e Dario Del Vecchio, Zacc e Tom, ricchi e potenti, sconvolti tuttavia da una tragedia che il privilegio sociale non basta a evitare, anzi…

delitto6Una bella serata di suspense, al termine della quale si trae un sospiro di sollievo e si sorride, perché è stato tutto, “solo” teatro. Ci si diverte e si torna a casa consapevoli di avere assistito a uno spettacolo fresco e coinvolgente, e anche di avere fatto una buona azione: l’associazione olginatese La Goccia, infatti, ha organizzato in occasione della serata una piccola estrazione a premi, per ringraziare della parte del ricavato che sarà devoluto alle famiglie di Olginate in difficoltà.

Katia Angioletti

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Katia Angioletti