ARCHIVIO – La Praga magica di Jiří Kolář:
se ne parla alla Galleria Melesi di Lecco con Francesco M. Cataluccio

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LECCO – Tutt’intorno, sulle pareti della galleria lecchese, le opere di Jiří Kolář e Alberto Casiraghy, Assonanze allo specchio tra due artisti lontani per luoghi e periodi. Al centro, invece, uno scrittore e saggista italiano che l’est europeo lo conosce molto bene: un intellettuale che è fine conoscitore della cultura polacca e, più in generale, mitteleuropea, a Lecco per parlare della Praga magica proprio dell’artista, poeta, scrittore e traduttore boemo al quale la Galleria Melesi dedica parte della mostra visitabile sino al 30 aprile (qui il nostro articolo).

Stiamo parlando di Francesco M. Cataluccio, sabato 13 aprile (alle 18) ospite della Galleria di via Mascari per raccontare un po’ della città che è stata centro per le creazioni poetiche e artistiche di Jiří Kolář. Un incontro collaterale alla mostra, quindi, e insieme un appuntamento fondamentale per conoscere più a fondo il contesto entro cui si è mosso il maestro del collage, l’unico artista ancora vivente – insieme a Picasso – al quale il Solomon R. Guggenheim Museum abbia dedicato tre mostre personali.

Al centro della conferenza, come anticipato, Praga: una città che, come mette in luce lo stesso Cataluccio, «è stata, per forza di cose, la città del riciclo: dell’uso delle cose e degli uomini per scopi diversi dalla loro natura. Lo scrittore Bohumil Hrabal lavorò per molti anni in una azienda che macerava libri e riviste e riutilizzava parole e immagini che leggeva di straforo per le sue storie, mischiandole con i racconti che ascoltava in birreria. Il suo amico Jiři Kolář utilizzava quegli scarti per comporre i suoi collage poetici. Del resto anche il barocco, che così fortemente ha caratterizzato l’architettura della città, è un po’ un riutilizzo enfatico di molti stili, e le storie narrate da Franz Kafka sono il riuso letterario degli incubi e della paccottiglia del nostro animo. Soltanto così, in quel magico luogo, come è stato scritto, l’incredibile diventa realtà!».

 

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