Villa Manzoni tra arte, musica e teatro. Giù il sipario su Lecco città dei Promessi Sposi

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ma che musica1LECCO – Una chiusura tra musica, arte e teatro per il festival Lecco città dei Promessi Sposi, che nel pomeriggio di domenica 2 novembre, all’interno di Villa Manzoni, ha proposto l’ultimo appuntamento con il format Ma che musica, Manzoni! – Un museo da ascoltare, principale novità di questa edizione della kermesse.

Laura Toffetti, docente di violino barocco al conservatorio di Mulhouse, si è prestata come direttore artistico di quest’esperimento di accostamento culturale. Ambizioso, infatti, il progetto che l’ha vista impegnata dallo scorso mese di luglio per unire in dialogo un edificio storico adattato a museo – Villa Manzoni – otto musicisti, un soprano e una voce recitante. Un lavoro complesso, che con la trasversalità dei contenuti ha reso l’accostamento ai Promessi Sposi interattivo e che nel pomeriggio di domenica ha regalato ai presenti circa due ore di viaggio-scoperta tra le mura e i cortili della Villa.

ma che musicaNon solo arte, però: anche per questo evento il format ha infatti unito alle suggestioni della residenza manzoniana la recitazione di Luca Radaelli, che ha alternato estratti della prosa originale e momenti in musica. Improvviso e profondo, il violoncello barocco da dietro una porta ha dato voce all’atmosfera della sala dei dipinti, animando come all’epoca la Stradetta dei bravi, olio di Luigi Pizzi. Incalzante, poi, il madrigale di fine ‘500, interpretato da violino barocco e batteria, che insieme agli abiti dell’epoca e all’interpretazione di Renzo, Lucia e Don Rodrigo ha portato i visitatori indietro nei secoli. Emozionante, infine, la parte dedicata alla Monaca di Monza e al suo processo: il languido suono del sax di Lello Colombo sulle note di “Sofisticated Lady” ha condotto gli spettatori nella cappella della Villa al cospetto di tutta l’orchestra, quest’ultima chiamata a ridipingere in musica le aspettative della giovane donna, il suo tormento e il forzato destino concluso in processo, fin giù nei sotterranei e in un alternarsi di strumenti e voce.

Un successo salutato da più di cinque minuti di applausi e dalla promessa di Michele Tavola, assessore alla Cultura del Comune di Lecco, che «i puristi avranno ancora modo di indignarsi, perché l’apprezzamento per le stravaganze di quest’edizione ci porteranno a percorrere nuove strade e nuovi approcci, così da avvicinare abitanti e non della città di Lecco a quello che è un indiscusso capolavoro della letteratura».

 

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