ARCHIVIO – La storia industriale vista attraverso il cinema. Domenica l’approfondimento

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catena montaggio

da Tempi Moderni

LECCO – Il cinema, si sa, è una forma d’arte che come un romanzo può raccontare la Storia, un’epoca, la sua evoluzione. Le sue ambientazioni, gli oggetti che vi compaiono, la vita che conducono i personaggi possono dire molto, infatti, su un periodo storico, sulle sue trasformazioni ed eventuali problematiche. Un’idea, questa, che sta alla base della cosiddetta Storia culturale e che deve aver ispirato gli organizzatori dell’appuntamento in programma per domenica 29 giugno alle 11, quando all’interno del Museo Storico di Palazzo Belgiojoso si terrà l’approfondimento tematico dal titolo Da Ejenstejn a Guediguian – La storia dell’industria raccontata dal cinema. Un focus, quindi, che a partire da numerosi spezzoni di pellicole firmate da grandi nomi del cinema ripercorrerà la storia della società industriale.

sala industriale museo storico

Sala Industriale, Museo Storico di Lecco

L’incontro, parte della rassegna Musei d’Estate 2014, è reso possibile grazie all’installazione, avvenuta nella sala virtuale dell’industria lecchese del Museo Storico, di una postazione multimediale interattiva dedicata, appunto, ai modi con cui il cinema ha raccontato e racconta le fasi dello sviluppo industriale. Curato del direttore del Polo museale di Palazzo Belgiojoso Mauro Rossetto, l’approfondimento si svilupperà attraverso l’analisi di sequenze cinematografiche tratte da pellicole di registi del calibro di Chaplin, Ejzenstejn e Fritz Lang, ma anche di neorealisti italiani ed esponenti della nouvelle vague francese, sino ad approdare ai più recenti Aki Kaurismaki e Ken Loach. Tra i film presi in esame spicca anche Pelle Viva, pellicola di Giuseppe Fina girata negli anni Sessanta all’interno dell’acciaieria del Caleotto, a Lecco.

Sei, infine, i nuclei tematici in cui verrà organizzato il materiale: si tratta della catena di montaggio, del lavoro in fabbrica, del rapporto tra uomo e macchina, dei conflitti di classe, della deindustrializzazione e della società post-industriale.

L’ingresso è libero

 

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