Cos’è il dolore? Come lo viviamo? MariaGiovanna Luini ha presentato il libro scritto con Veronesi

0

LECCO – Il dolore nella società di oggi, il suo rapporto con l’arte e la sua spettacolarizzazione. Queste alcune delle tematiche affrontate durante la presentazione del libro Oltre il dolore, viaggio nel senso profondo della vita, scritto a quattro mani da Umberto Veronesi e dalla sua collaboratrice MariaGiovanna Luini e pubblicato quest’anno da Cairo Editore. L’incontro, che si è tenuto nella serata di giovedì 20 novembre all’interno della Galleria Melesi di Lecco, ha visto la presenza dell’autrice MariaGiovanna Luini e di un numeroso e attento pubblico, che ha riempito il noto spazio espositivo lecchese.

MariaGiovanna Luini e Sabina Melesi

MariaGiovanna Luini e Sabina Melesi

Diversi, quindi, i temi trattati durante la presentazione del volume. Temi che hanno coinvolto i presenti in una riflessione su un argomento non facile, che spesso si tende a evitare, ossia il dolore. Tra i numerosi spunti presenti all’interno del testo, l’autrice ha voluto soprattutto porre l’accento, complice il luogo della conferenza, sul rapporto tra arte e dolore, rapporto che può essere visto da diverse prospettive. «L’arte – ha infatti spiegato la scrittrice – può nascere dal dolore, come dimostra la sofferenza che molti scrittori, pittori, poeti e musicisti hanno patito durante la loro esistenza. Una sofferenza che, però, li ha anche portati a realizzare dei grandi capolavori. Allo stesso tempo – ha proseguito – l’arte è un ottimo mezzo per sfuggire al dolore, e questo l’ho potuto osservare nella mia esperienza di lavoro in un centro oncologico: capita spesso, infatti, che donne con un tumore al seno riscoprano la voglia di creare, fare musica o teatro, affrontando meglio la malattia».

melesiSpazio, poi, a un argomento che la stessa autrice ha definito singolare: «il dolore ci spaventa solo quando è il nostro. Il dolore degli altri, invece, tende a incuriosirci, ad attirarci. A dimostrazione di questo – ha affermato il medico – si possono infatti portare tutte le trasmissioni televisive che ripropongono ossessivamente fatti violenti, andandoli a sviscerare anche nei più piccoli particolari, così come le frequenti code di curiosi a seguito di un incidente stradale. Di certo una cattiva abitudine, in quanto è proprio il dolore degli altri quello che dobbiamo imparare a rispettare di più».

E poi l’importanza di dare agli altri, di fare qualcosa per chi ci sta vicino. Un modo, questo, che aiuta ad affrontare meglio il proprio dolore. «Si tratta – ha infatti spiegato – di uno dei comportamenti che possono farci stare meglio, anche in una condizione di sofferenza. Non importa quello che si fa: anche piccole cose come un saluto o un sorriso possono servire. A mio parere il dolore diventa distruttivo solo quando ci convinciamo, spesso erroneamente, che non possiamo più fare niente per gli altri».

Infine, a chiusura della serata, un argomento che ha riscosso molta attenzione da parte del pubblico: il rapporto dell’autrice con il professor Veronesi. «Questo libro – ha dichiarato – è il lavoro di due persone molto diverse: una credente, l’altra no». Tema più che mai attuale, soprattutto alla luce delle ultime affermazioni del luminare riguardanti la non esistenza di Dio. «La nostra collaborazione è la dimostrazione di come la diversità possa portare, molto spesso, a qualcosa di bello: idee, stimoli e riflessioni che, se la pensassimo nello stesso modo - ha concluso - non riusciremmo mai a sviluppare».

 

Share.

L'autore di questo articolo