“Non avrai altro luogo” di Silvia Tenderini. In un romanzo le atmosfere di Alessandria d’Egitto, perla del Mediterraneo

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IMG-20171117-WA0021Un libro che ci conduce ad Alessandria d’Egitto, città carica di fascino orientale e magico, fulcro dei commerci e delle rotte di tutto il Mediterraneo. Si tratta di Non avrai altro luogo, volume scritto dalla lecchese Silvia Tenderini per Alpine Studio e presentato lo scorso giovedì 9 novembre a Valgreghentino, nell’ambito del ciclo d’incontri Verso l’Altro(ve). Storie d’Oriente. Un libro ispirato a una storia vera, ambientato tra Alessandria d’Egitto e l’Italia e che ha per protagonista la piccola Tina. Siamo all’inizio del Novecento e una donna lascia la Calabria in cerca di miglior fortuna: insieme ad altre donne italiane s’imbarca e approda ad Alessandria d’Egitto. Lì, nel quartiere degli italiani, lavora come cameriera e viene notata da un uomo, l’arabo, che s’innamora di lei e che da lei ha tre figli. Tina sarà una di questi. Un preambolo, quello narrato, che non compare nel romanzo – che si apre con la partenza di una bambina e della sua famiglia da Alessandria d’Egitto, su una grande nave, verso l’Italia – ma che è cornice della storia della piccola protagonista.

Non-avrai-altro-luogoMosaico armonioso d’invenzione, biografia e storia, il romanzo deriva dal racconto diretto che Tina, oggi ultraottantenne, ha fatto all’autrice: il risultato è una storia autentica, una collana di ricordi sfumati dal tempo le cui protagoniste sono Alessandria d’Egitto e una bambina, che con le sue sensazioni piene di nostalgia prende per mano il lettore e ve lo conduce, tra sapori di pasta di mandorla e spezie.

Polo culturale per eccellenza, negli anni Venti e Trenta del Novecento Alessandria d’Egitto è città viva, multietnica, con la sua presenza di greci, italiani, egiziani, berberi, ebrei, ricca di fascino e indiscutibile Perla del Mediterraneo. Questo è il ritratto che l’autrice ne fa nel libro.

Archeologa di professione, Silvia Tenderini, oltre alla dimestichezza narrativa, dimostra il suo amore per la ricerca storica negli excursus descrittivi inseriti nelle pagine, che danno pregnanza e radici attendibili alla trama romanzata. La letteratura fa da fil rouge: ogni capitolo del libro è infatti anticipato da una poesia o da una citazione che grandi letterati dedicarono alla città egiziana per esserci nati, come Marinetti o Ungaretti, per esserci vissuti o solo passati, come Flaubert. Lo stesso titolo Non avrai altro luogo si ispira alla poesia La città di Kavafis, poeta greco che proprio ad Alessandria ebbe i natali. Un romanzo sull’Oriente, quindi, cui l’autrice è approdata per un incontro fortuito, dopo aver pubblicato delle ricerche sulla Brianza e il libro Viaggio in Persia, risultato di numerosi viaggi in Iran.

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L'autore di questo articolo

Claudia Farina