Premio Manzoni al romanzo storico: i finalisti 2022.
#3: “L’elbano errante” di Pino Cacucci

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LECCO – Un mondo ancora pieno di traffici e di contrasti, vitale ed essenziale per la politica e l’economia dell’Europa del Cinquecento. Stiamo parlando del Mediterraneo di metà XVI secolo al centro di L’elbano errante (Mondadori) di Pino Cacucci, terzo libro finalista del Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni – Città di Lecco per il Romanzo Storico 2022. Dopo aver parlato di Mordi e Fuggi. Il romanzo delle BR di Alessandro Bertante e di Salvarsi a vanvera di Paolo Colagrande, oggi è il turno dell’ultimo lavoro del prolifico scrittore e traduttore Pino Cacucci.

Un libro, L’elbano errante, che solca il Cinquecento, il Mediterraneo ma anche il Nuovo Mondo flagellato dai conquistadores e che ha come protagonista il soldato di ventura Lucero, le cui peripezie si intrecciano con gli eventi della grande Storia.

Siamo nel 1544 e all’Isola d’Elba i corsari turchi guidati da Khayr al-Din detto Barbarossa sbarcano su una spiaggia accanto a Longone (oggi Porto Azzurro), dove Lucero e sua sorella Angiolina si preparano alla pesca dei calamari. Un incontro/scontro nel quale il giovane viene ferito e la sorella rapita.

Da qui prende le mosse una vicenda che porta il lettore a seguire le avventure del protagonista, preso da un incontrollabile desiderio di vendetta che lo condurrà a diventare soldato di ventura e a muoversi per mari e per terre, da Bologna a Firenze e Napoli, da Siviglia a Malta, passando per l’Ungheria e Venezia, fino ad arrivare in Nueva España, ossia il Messico dei Conquistadores. Vicende che porteranno Lucero a incontrare anche il poco più che ventenne Miguel de Cervantes Saavedra, futuro gigante della letteratura europea: i due, che condividono l’amore per i romanzi cavallereschi, avvieranno un’amicizia che li vedrà combattere insieme nella battaglia di Lepanto.

Diversa la storia di Angiolina, che dopo il rapimento entrerà nel talamo del Signore di Algeri, cambierà nome in Aisha, darà un figlio al sovrano della città-stato corsara e ne diventerà la Favorita. Due destini divergenti, due esperienze completamente differenti e inconciliabili, fino a quando a Lucero, impegnato nella battaglia delle battaglie, giungerà la notizia di Angiolina, viva ad Algeri.

«Pino Cacucci – si legge nella presentazione del volume – mette in moto una grande macchina narrativa che macina peripezie, storia, poesia, navi, armi, amori, condottieri, concubine, veleni, fedi religiose, battaglie, massacri e sentimenti, dipingendo un complesso affresco del secolo che chiamiamo Rinascimento. Come non mai si avverte la gioia sensuale del racconto, l’avvicendarsi maestoso di fantasia e realtà, di voci e personaggi. Tutto diventa sfida al tempo e – sintesi dello spirito del romanzo – avventura».

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