ARCHIVIO – Luis Buñuel e la religione
A “Capire la storia del cinema” si parla di “La via lattea”

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lavoielactee2LECCO – Luis Buñuel e il suo complesso rapporto con la religione. Continua l’approfondimento che il corso Capire la storia del cinema dell’associazione Dinamo culturale dedica al regista spagnolo: dopo i primi due incontri, rispettivamente incentrati sugli esordi surrealisti e sul periodo messicano, mercoledì 6 aprile il critico cinematografico Luca Pacilio parlerà delle opere della seconda metà degli anni sessanta, in modo particolare di La via lattea, film del ’69. Una lezione che si terrà, come di consueto, a partire dalle 21 presso il Centro polifunzionale di via dell’Eremo e che questa volta indagherà, come anticipato, la fede, la teologia, il rapporto critico e irridente del maestro spagnolo con la religione.

via latteaPacilio, vicedirettore della rivista online spietati.it e collaboratore del settimanale di cinema, musica, televisione e spettacolo Film Tv, passerà in rassegna film di questo terzo periodo: da Nazarin (1958) a Simon del desierto (1965) passando per il celebre Viridiana (1961), per poi soffermarsi proprio su La voie lactée. «Nella seconda metà degli anni 60, Buñuel – così spiega Edoardo Bruno nell’Enciclopedia del cinema Treccani – visse la sua stagione più vitale, realizzando una serie di film che segnano e compendiano il suo mondo visionario. Si tratta di una riesplorazione dei suoi temi, della sintomatologia delle sue angosce e premonizioni. Per Buñuel, un modo di rileggersi, evidenziando aspetti segreti, inseguendosi nei particolari. La Voie lactée – continua – ripercorre le dispute sulla fede e sulle eresie in una sorta di storia delle retoriche, delle immaginazioni, e dei mostri concettuali della teologia».

via_lacteaL’occasione è offerta da due pellegrini, che dalla Francia partono alla volta di Santiago de Compostela e che lungo il cammino si imbattono in strani personaggi: tra incontri, racconti, rievocazioni e apparizioni, il loro è un viaggio attraverso la storia del cristianesimo. Una storia di conflitti dottrinari, di disquisizioni, di miracoli. «Testi sacri e apocrifi, eresie, scienza e religione, superstizioni e dissacrazioni – scrive lo stesso Pacilio su spietati.it – si mischiano in un gioco bizzarro e surrealista, scomodo come pochi. Spudoratamente anticlericale, pronto a sottolineare tutte le debolezze dei dogmi, Buñuel, pur nell’audace successione di immagini e nella messe impressionistica di folgoranti intuizioni (la fucilazione del Papa), gira un rigoroso e spregiudicato saggio\catalogo, denso e divertente, non scevro da riflessioni politico-storiche (i sottili riferimenti al regime franchista), irride i simulacri dei sempre vincitori, abbandona del tutto la linearità tramica, torna alle sue radici, fa risuonare, alto e ammaliante, il delizioso suono della sua risata blasfema».

L’ingresso è libero. Per informazioni: capirelastoriadelcinema@gmail.com

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