ARCHIVIO – Festival della Letteratura di Mandello:
Flavio Oreglio in scena con la sua lectio “Il cabaret perduto”

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MANDELLO DEL LARIO – Più che uno spettacolo lo stesso Flavio Oreglio ne parla in termini di lectio semiseria: un racconto che tra chiacchiere, diapositive e reading ricostruisce un quadro storico-concettuale del cabaret, un vero e proprio genere andato perduto e di cui il comico e musicista ricerca, qui, le tracce. Si tratta de Il cabaret perduto, appuntamento inserito nel cartellone del Festival della Letteratura di Mandello del Lario e fissato per il 14 luglio alle 21, in Piazza Leonardo da Vinci.

Una lectio, dicevamo, che qui parte da una constatazione: il cabaret, quello vero, è scomparso, sostituito da un miscuglio di varietà di basso livello, di frivola animazione e, come lo definisce Oreglio, pruriginoso burlesque. Come una sorta di investigazione bisogna, ora, ricostruirne l’identikit, ritrovarlo per poi restaurarlo: da qui parte lo show del cabarettista lombardo, un viaggio nel passato alla ricerca di indizi che possano definire il cabaret e ricostruirne l’evoluzione storica.

Punto di riferimento del genere sarà il primo Chat Noir di Rodolphe Salis, quel locale aperto a Parigi nel 1881, nel pieno della sfavillante Belle Époque, e considerato «momento letterario, critico, di ricerca e di anticonformismo, coacervo – si legge nella presentazione della performance – di personaggi deflagranti e intento artistico alto che produsse nuova poesia, satira politica e canzone d’autore in equilibrio tra divertissement e impegno». Un “cabaret artistique”, quindi, punto di incontro tra sperimentazione di nuovi linguaggi e anticonformismo che deve essere riportato, oggi, al suo splendore originale. Prendendo le mosse dai libri La vera storia del cabaret (Oreglio/Monti, Garzanti – Ottobre 2012) e Tu prova ad avere un’idea – Ripensando De André e Gaber (Felice Di Giandomenico Ed. Ensemble – Ottobre 2012), Oreglio si avventura in un’indagine a ritroso, unisce gli indizi e omaggia un genere da rifondare.

INFORMAZIONI – L’ingresso è libero. In caso di maltempo ci si sposterà nel teatro De André. Qui l’articolo sul festival della letteratura.

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