Il ruolo del teatro amatoriale nel panorama artistico italiano. Intervista a Emiliano Zatelli, direttore del “Festival Nazionale di Teatro – Città di Merate”

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MERATE – Il ruolo del teatro amatoriale e la sua importanza nell’avvicinare un pubblico meno specialistico all’arte teatrale. Un tema a volte spinoso e divisivo, di cui abbiamo parlato in compagnia di Emiliano Zatelli, direttore artistico del Festival Nazionale di Teatro – Città di Merate, che dallo scorso 6 di ottobre sta portando sul palco dell’Auditorium del Comune di Merate il meglio del teatro amatoriale italiano. Una kermesse di cui vi stiamo raccontando ogni appuntamento e che proseguirà sino alla serata dell’1 dicembre, quando a salire sul palco sarà proprio la compagnia organizzatrice Ronzinante con la sua ultima produzione: Un giardino di aranci fatto in casa di Neil Simon.

Emiliano Zatelli, il Festival Nazionale di teatro – Città di Merate è giunto alla sua terza edizione. Quali sono le ragioni che hanno portato la sua compagnia, Ronzinante, a organizzare una rassegna di teatro amatoriale?

L’obiettivo che ci guida è un po’ quello di sdoganare il teatro amatoriale, che troppo spesso viene associato, almeno sul nostro territorio, univocamente alle rappresentazioni realizzate dalle compagnie oratoriali. Il teatro amatoriale in Italia è invece una realtà molto più complessa, che vede decine di compagnie di alto livello che, a volte, non temono il confronto con i professionisti sia per preparazione tecnica che per varietà di generi proposti. Solo in Italia manteniamo ancora confini netti tra il teatro amatoriale e quello professionistico, mentre a mio parere il teatro deve essere semplicemente di qualità, a prescindere da chi lo faccia.

Per quanto riguarda l’edizione in corso, quali sono le caratteristiche degli spettacoli selezionati?

Abbiamo cercato prima di tutto di rappresentare il più possibile l’Italia da nord a sud, con compagnie di Taranto, Cuneo, Ascoli e Treviso. Una regola che ci siamo dati per quest’anno è stata anche quella di proporre spettacoli non dialettali, dopo che nella scorsa edizione si era aggiudicata il primo posto una pièce in napoletano, molto bella e interessante ma che alcuni non sono riusciti a seguire. Lo abbiamo fatto soprattutto per andare incontro al pubblico e per garantire una maggiore fruibilità della rassegna. Un altro elemento da sottolineare è quello che gli spettacoli in cartellone non sono esordi ma rappresentazioni che hanno già ottenuto un riconoscimento dal pubblico o dalla critica.

Dopo aver parlato, nello specifico, del festival di quest’anno prendiamo in esame il teatro amatoriale in generale. Qual è la sua utilità nel panorama del teatro contemporaneo?

Sicuramente il teatro amatoriale è un teatro che nella maggior parte dei casi propone spettacoli più accessibili per gli spettatori ed è quindi in grado di raggiungere un maggior numero di persone, anche chi magari non metterebbe piede in un teatro milanese. Può rappresentare un’opportunità per conoscere e familiarizzare con gli spettacoli in un modo più semplice e tranquillo, più accessibile, e per iniziare ad appassionarsi al teatro.  Altro vantaggio è sicuramente la capillarità: riesce infatti più facilmente a raggiungere i piccoli paesi di provincia, molto spesso non in grado di assoldare compagnie professionistiche.

Com’è, quindi, la situazione del teatro amatoriale italiano?

Il grande cambiamento è avvenuto negli anni Ottanta, quando si è cominciato a organizzare festival e rassegne in tutto il Paese: un modo molto valido per farsi conoscere e per costruire legami tra le compagnie, avvicinandoci a nuovi spettatori. Per il nostro teatro la cosa più importante è proprio il rapporto con il pubblico. Non ci guida, infatti, il lato economico, perché non siamo attori, registi o tecnici di professione.

Tornando al “Festival Città di Merate”, come si inserisce la rassegna in questo panorama?

Pur con dimensioni ridotte rispetto ad altre manifestazioni, a livello qualitativo il Festival Città di Merate è sicuramente uno dei migliori in Italia. Una dimostrazione può essere la difficoltà con cui abbiamo selezionato i finalisti: su 92 spettacoli proposti, almeno 30 erano di ottima qualità ed erano prodotti dalle migliori compagnie di teatro amatoriale italiano. Detto questo, possiamo sicuramente crescere, magari aumentando il numero degli spettacoli finalisti oppure creando una rassegna teatrale a Merate lunga tutto l’anno. Sicuramente ci penseremo in vista delle prossime edizioni.

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