Canottieri: 120 anni di Sport, Passione, Racconti. Tra vittorie e regate internazionali

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LECCO – Torna l’appuntamento settimanale con la rubrica Canottieri Lecco: 120 anni di Sport, Passione, Racconti, ospitata da Il Flâneur in occasione dei 120 anni della nota società lecchese. Dopo il racconto Cronaca immaginaria di una sera di Sergio Invernizzi, i ricordi della campionessa di nuoto Wilma Francoletti, l’impresa dei C3 ripercorsa da Piero Pizzi, e il racconto di nomi storici e “canottieroidi” firmato da Vittorio Anghileri, quest’oggi è il giornalista sportivo Ferruccio Calegari a parlarci del sodalizio lecchese. Un percorso nella storia della Canottieri Lecco, tra vittorie e regate internazionali.

 Storie di vittorie e di regate internazionali

di Ferruccio Calegari 

La Canottieri Lecco fu fondata nel lontano 1895 ed è oggi uno dei migliori esempi di club per famiglie, dove sembra che ogni cosa sia stata opportunamente studiata per creare le migliori condizioni di ospitalità, oltre naturalmente a realizzare quella “fabbrica di campioni” che negli anni l’hanno portata tra le più blasonate associazioni sportive.

La prima attività fu, ovviamente, il canottaggio, aprendosi poi ad altre attenzioni, ma lo sport remiero ha sempre mantenuto ottime posizioni in campo agonistico, riuscendo anche a realizzare delle competizioni di assoluto rilievo. Ed è appunto la lunga successione organizzativa di importanti regate fino agli anni Settanta, quando la movimentazione sul lago non consentiva più la tranquillità indispensabile ai leggeri scafi, che il richiamo del canottaggio aveva un riscontro formidabile di pubblico. Chi scrive, entrato nel novero del canottaggio lombardo negli anni Sessanta, ebbe il piacere e l’onore di collaborare ad alcuni di questi eventi ed in particolare conserva con piacere il ricordo della grande regata internazionale del 1967, dalle rive affollatissime, ricevendo successivamente dall’allora presidente Ambrogio Rossi un simpatico messaggio di ringraziamento, da cui stralcio un breve periodo: «… per la preziosa collaborazione offertami quale speaker della manifestazione … e per la chiara esposizione da te fatta sulle vicende della regata». E non era facile: trattandosi di gara internazionale bisognava rispettare un certo protocollo.

15 - Canottieri Lecco 2Alla mia memoria torna anche l’immagine di una lunga serpentina di persone lungo la riva, lungo i 2000 m dal Pradello alla Malpensata; una grande folla, quasi tifo da stadio: ebbene sì, ormai il canottaggio sui due rami del Lario era sport di grande rilievo e quindi gli appassionati accorsi erano davvero tanti.

Il primo grande appuntamento agonistico realizzato dalla Canottieri Lecco fu il campionato italiano del 1901. Poi era in programma quello del 1914, per il quale la Canottieri Lecco si era impegnata nella ristrutturazione degli spazi d’ospitalità, che fu annullato a causa della Grande Guerra; subito, a conclusione dell’immane conflitto, la Federazione volle riconoscere le capacità operative dei canottieri lecchesi assegnando il Campionato del 1919. Il successivo appuntamento con i remi tricolori avvenne nel 1935, anche con una serie di curiose valorizzazioni – per il supporto tecnico – di risorse ambientali. Ed infine, nel 1946, ancora un campionato alla ripresa agonistica postbellica.

Si sono succeduti anche altri coinvolgimenti organizzativi per categorie, ma fiore all’occhiello della organizzazione agonistica lecchese furono le regate internazionali. Una lunga storia, iniziata già nel 1913 e poi continuata sino agli anni Settanta. Una successione di eventi, di passione, anche perché gli organizzatori lecchesi operavano davvero con grande passione nell’organizzare le gare, tant’è poi che, quando il rischio della regolarità delle gare si accentuò, furono tentate anche delle proposte alternative sul lago di Garlate, che pur offrendo condizioni di tranquillità tecnica, praticamente annullava il valore ambientale ed affettivo rappresentato dalle competizioni disputate con tanto successo nel cuore di Lecco. Ed oggi la lunga storia delle regate nazionali e internazionali del Lago di Lecco fa parte del ricordo storico negli archivi dei grandi risultati della Canottieri Lecco.

Un’altra curiosità – a evidenziare come la storia dello sport non sempre premi l’importante continuità come quella del sodalizio oggi retto da un presidente di lungo corso come Marco Cariboni – dal lungo elenco di società remiere italiane che hanno dato, e anche colto, lustro alle regate lecchesi, molte nel tempo hanno dovuto cedere il passo, rimanendo soltanto nel libro dei ricordi. Ed erano anche sodalizi di rilievo, ma lo scorrere del tempo purtroppo in molti casi ha lasciato il segno. Tra questi spicca proprio alla prima regata del 1913 il 4 con timoniere della Canottieri Libertas di Firenze, successivamente confluita nella Canottieri Firenze. Nel 1930 all’apice del “quattro” la Canottieri Intra, sodalizio ancora attivo, ma integralmente proiettato alla canoa. E nel 1942 la Canottieri Intra andò a vincere anche l’otto con timoniere. Ancora altri nomi di rilievo nel “quattro”: nel 1934 la Canottieri Gorla, che aveva base in uno dei quartieri della grande periferia milanese e nel 1937 la Canottieri Forza e Valore di Parenzo, che rappresentava il canottaggio istriano. Il 1940 fu l’anno del Dopolavoro Siai Marchetti di Sesto Calende, nel dopoguerra divenuto circolo canoistico come Sestese Canoa. A cavallo degli anni Trenta-Quaranta era attiva a Corsico la sezione canottaggio del Dopolavoro delle Cartiere Burgo, che vinse la gara di Lecco nel 1940. Nel 1957 primato della Falck di Dongo, ancora con la livrea dopolavoristica e nel 1958 anche la Marina Militare, allora di base a Roma (in seguito apparirà in altre gare anche come Sabaudia), protagonista in più regate nei vari anni.

Ferruccio Calegari

 

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