In mostra a Villa Monastero “Paesaggio e lavoro, scene di vita quotidiana”

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mostra lavoro varenna2VARENNA – C’è il lavoro dell’uomo. C’è l’operosità e la responsabilità, la fatica e l’umiltà. C’è la consapevolezza di quanto il lavoro sia, malgrado le difficoltà, una componente essenziale della vita. E poi il paesaggio lombardo, costante sfondo a rappresentazioni che hanno tutte, o quasi, un approccio perlopiù naturalistico, ancora lontano dalla denuncia sociale ma comunque specchio di un mondo agricolo e pastorale. Lavoro e paesaggio, o meglio: Paesaggio e lavoro, scene di vita quotidiana. Una mostra, questa, allestita a Villa Monastero (a Varenna) e che sino al 3 di settembre raccoglie una sessantina di dipinti realizzati da artisti lombardi, piemontesi e veneti in un arco di tempo che va dalla metà dell’Ottocento ai primi anni del Novecento. Un percorso che ha come oggetto d’indagine il territorio Lombardo e che porta nelle sale della villa lariana opere provenienti da collezioni private.

belloniPromossa dalla Provincia di Lecco, l’esposizione è il terzo capito di un’iniziativa che ha già portato a Varenna, negli scorsi due anni, opere sul tema dell’acqua e su quello della montagna: «L’appuntamento estivo, ormai consolidato, destinato alla pittura della seconda metà dell’Ottocento – spiega, infatti, la curatrice nonché conservatore della Casa Museo Villa Monastero Anna Ranzi – è quest’anno riservato al tema del paesaggio, declinato in un aspetto particolare, cioè legato al lavoro». Un’occasione, questa, per ammirare dipinti solitamente non visibili al pubblico: un susseguirsi di opere di artisti quali Giuseppe Canella, Ercole Calvi, Carlo Jotti, Carlo Pizzi, Silvio Poma, Eugenio Gignous, Leonardo Bazzaro, Mosè Bianchi, Pompeo Mariani, Beppe Ciardi, Achille Tominetti, Giovan Battista Todeschini, Guido Ricci e Luigi Serra. Artisti che negli anni hanno rappresentato le varie attività lavorative, da quelle agricole e pastorali a quelle legate alla pesca e al trasporto, sempre con particolare attenzione al territorio lecchese e lombardo.

mostra lavoro varennaAncora lontana, come anticipato, la volontà di denunciare, attraverso l’arte, le condizioni sociali degli ultimi, anche se protagonista delle opere in mostra resta comunque l’uomo, raffigurato mentre svolge il suo lavoro in ambientazioni all’aperto come campi, pascoli e lungo corsi d’acqua o, più raramente, in ambienti domestici e laboratori. Resta da considerare, certo, il caso di Ernesto Serra, che nei grandi Falciatore e Contadina sceglie di mettere in assoluto primo piano i due personaggi, destinando poca attenzione al paesaggio e ponendo l’accento sulla fatica del lavoro svolto sotto un sole che brucia. E la fatica è tangibile anche nell’interessante Acquazzoni d’aprile di Giorgio Belloni, in cui il contadino di rientro al tramonto lascia il segno del suo passaggio nel fango, pare quasi trascinarsi, testa bassa, in una strada rurale pregna d’acqua.

mostra lavoro varenna1E poi il lavoro nelle sue diverse declinazioni, dai pescatori alle mondine, dalle lavandaie alle stiratrici, dai mercanti ai cacciatori, in una vita che prende forma alle pendici dei nostri monti o in riva ai laghi, tra i vicoli di Varenna o lungo il Naviglio Grande.

INFORMAZIONI – Biglietti: intero 8 euro, ridotto 4 euro (4-18 anni e over 65). Orari: agosto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19, settembre martedì-domenica e festivi dalle 9.30 alle 18.

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