“Premio Manzoni 2021”-
Tra i romanzi finalisti “Di guerra e di noi” di Marcello Dòmini

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«Gli fu improvvisamente chiaro cosa significava essere il maggiore: sarebbe stato lui a doversi prendere cura del fratello per il resto della vita, perché erano uniti da qualcosa che non si poteva spiegare ma che c’entrava col papà e la mamma, con l’amore, la famiglia, con tutti quelli che erano venuti prima di loro e tutti quelli che sarebbero seguiti poi»

Due fratelli. Un mulino di famiglia nella campagna bolognese. Due vite molto diverse, sullo sfondo dell’Italia della prima metà del Novecento, precisamente dal ‘17 al ‘45. Di guerra e di noi di Marcello Dòmini (Marsilio) era uno dei tre finalisti del Premio Letterario Manzoni – Città di Lecco al Romanzo Storico: un libro che copre l’arco delle due guerre mondiali, selezionato lo scorso anno – e insieme a Prima di noi di Giorgio Fontana (Sellerio) e a L’architettrice di Melania G. Mazzucco (Einaudi) – dalla giuria tecnica del premio e successivamente in gara per l’edizione 2021 dell’iniziativa di 50&Più Lecco.

Un’edizione, quest’ultima, che durante l’evento conclusivo dello scorso sabato 17 aprile ha decretato come vincitore il romanzo di Melania G. Mazzucco ma che ha visto tra i contendenti anche un libro che, in poco meno di settecento pagine, segue per vent’otto anni la vita di due fratelli, intrecciandole con la Storia d’Italia.

I finalisti

Un romanzo popolare, Di guerra e di noi, che dalla morte del padre durante la Grande Guerra corre attraverso gli anni del fascismo e del secondo conflitto mondiale, seguendo, però, due esperienze di vita molto diverse. C’è Ricciotti, il maggiore, che sceglie di andare a studiare in un collegio per ricchi di Bologna: anni duri e insieme avventurosi, che lo porteranno a essere segnalato per lavorare nella neonata Casa del fascio. E poi c’è Candido, il più giovane, rimasto al mulino e al lavoro di campagna: un percorso diversissimo, che incrocerà quello di donne e uomini che saranno partigiani.

In comune, comunque, la madre da proteggere, le ragazze da corteggiare, l’integrità in un mondo di soprusi, ingiustizie, rappresaglie e, naturalmente, il mulino di famiglia, che nel pieno della guerra potrà diventare qualcosa di diverso. «Come per Oskar Schindler – si legge, infatti, nella presentazione del volume – la grande occasione per trasformare il mulino di famiglia in un progetto onesto ma più ambizioso è proprio la guerra. Marcello Dòmini – ancora – segue le vite dei due fratelli lungo ventotto anni, e segue, senza mai perderle di vista, le vite dei personaggi che intorno ai fratelli e al mulino si muovono, e lo fa rovesciando situazioni, svelando fondi segreti (dei muri e dei personaggi), collegando incontro a incontro, fatto a fatto, con una voce profonda, potente e in fondo scanzonata, perché, per la guerra, parte la giovinezza».

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