“Premio Manzoni 2021”-
Tra i romanzi finalisti anche “Prima di noi” di Giorgio Fontana

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Un romanzo storico e corale, ritratto del Novecento italiano. Stiamo parlando di Prima di noi, saga che in circa novecento pagine attraversa quattro generazioni e ricostruisce la lunga storia della famiglia Sartori, dal 1917 al 2012, dal Friuli rurale alla Milano contemporanea. Un romanzo risultato finalista insieme a Di guerra e di noi di Marcello Dòmini e a L’architettrice di Melania G. Mazzucco dell’edizione 2021 del Premio Letterario Manzoni – Città di Lecco al Romanzo Storico: edizione che nella serata conclusiva di sabato 17 aprile ha decretato come vincitore il libro firmato dalla Mazzucco.

I finalisti

Un libro, quello di Fontana, che come anticipato mette al centro una famiglia del Nord Italia, tra l’inizio di un secolo e l’avvento di un altro: una storia che si apre con il primo dei personaggi in fuga dall’esercito dopo Caporetto e l’incontro con una ragazza di campagna e che prosegue, poi, lungo l’albero genealogico, con le vicende dei discendenti e il cerchio che si chiude con una giovane donna, quasi cento anni dopo, in visita alla tomba del bisnonno.

In mezzo, com’è chiaro, le vite individuali e la grande storia, con i lutti e le guerre mondiali, il richiamo della rivoluzione e la ricostruzione, le trasformazioni e le ambizioni. Circa un secolo che, per i Sartori, sembra contenere tutto: colpe e desideri, borghi e città, campi e fabbriche.

«Ogni membro dei Sartori – spiega lo stesso scrittore – sperimenta una difficoltà radicale di stare al mondo: che desideri rivoluzione, pace, fede o conoscenza, la luce della certezza gli è sempre negata o la rifugge; ma non per questo smette di lottare. Ognuno è animato dalla volontà irriducibile di distinguersi da chi lo ha messo al mondo: essere poeti, partigiani, anarchici, fotografi, cantanti o filosofi è innanzitutto un modo per combattere l’eredità dei padri e cercare una risposta alla domanda che attraversa il libro in varie forme: in che modo possiamo amare degnamente, ed essere degni oggetti d’amore?»

Un racconto che affronta il fardello di un passato che sembra aver lasciato in eredità, di generazione in generazione, fatica e complessità: errori e sfortune dei padri ricadono sui figli, in un vortice da cui sembra impossibile uscire e che ci porta, per un attimo e con la mente, a Émile Zola e ai suoi Rougon-Macquart…

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